Riflessioni marzo 2020

31 marzo 2020

Senza amore perdiamo lo sguardo simbolico sulle cose, e prevale il «cannibalismo»: usiamo tutto e tutti per accrescere noi stessi. L’amore gratuito di Dio invece ci cura e protegge dall’egoismo che porta a impostare le relazioni in modo utilitaristico….
… senza una riscoperta delle risorse spirituali, l’amore gratuito per tutti gli esseri viventi, sarà stato tutto inutile.

Portare il fuoco
di Alessandro D’Avenia

«Erano sulla strada. Lui spingeva il carrello. Negli zaini c’erano le cose essenziali. Casomai avessero dovuto abbandonare il carrello e fuggire. Scrutò la terra devastata in lontananza. La strada era deserta. “Tutto bene?” chiese l’uomo. Il bambino annuì. Poi si incamminarono sull’asfalto in una luce di piombo, strusciando i piedi nella cenere, l’uno il mondo intero dell’altro». In uno dei romanzi più belli del nuovo millennio, La strada di Cormac McCarthy, sullo sfondo oscuro e freddo di un mondo colpito da una ignota catastrofe, brilla la luce della relazione di un padre e del suo bambino, che viaggiano tra mille pericoli in cerca di salvezza. Su una terra sterile e disabitata si aggirano ormai solo sparute bande di uomini disposti, per mangiare, a divorare gli altri. Padre e figlio sono il fuoco in mezzo alla fredda tenebra del mondo. Non è un caso che, nel libro, la parola usata più di frequente sia proprio «fuoco», non solo quello che i due cercano di accendere ogni sera (a rischio di tradire la loro presenza) per sopravvivere al gelo e per cucinare, ma un fuoco simbolico: «Ce la caveremo, vero, papà?», “Sì. Ce la caveremo». «E non ci succederà niente di male». «Esatto». «Perché noi portiamo il fuoco». «Sì. Perché noi portiamo il fuoco».

Venerdì scorso il Papa ha benedetto una piazza San Pietro deserta e battuta dalla pioggia, sollevando sulla città e sul mondo l’Eucarestia, presenza costante di Cristo nella faticosa storia umana, in un silenzio rotto soltanto dal contrappunto di campane e sirene. L’evento ha colpito tutti, credenti e non, per la sua potenza simbolica. Anticamente il «simbolo» era un disco di terracotta spezzato in due per identificare una persona (non esistevano ancora gli indirizzi o i documenti): un messaggio veniva recapitato a chi mostrava l’altra metà del «simbolo» (etimologicamente significa infatti: mettere insieme). I simboli, quindi, mettono insieme parti della realtà che sembrano separate: l’uomo è l’unico essere simbolico, cioè capace di dare un significato spirituale alla materialità delle cose, tanto che se emetto il suono «ti amo», accade qualcosa che va molto al di là dello spostamento d’aria. Nell’Esodo (3,14) quando Dio dice il suo nome a Mosè, la sua presenza è segnalata da un roveto che brucia senza consumarsi: un simbolo in cui terreno e divino sono uniti. In ogni cosa terrena c’è una parte divina, ma la metà divina è invisibile e si offre solo a chi sa metterla «a fuoco». Nel romanzo di McCarthy portano il fuoco solo coloro che ne sono abitati, come il padre rivela al figlio: «Devi portare il fuoco». «Non so come si fa». «Sì che lo sai». «È vero? Il fuoco, intendo». «Sì che è vero». «E dove sta? Io non lo so dove sta». «Sì che lo sai. È dentro di te. Da sempre. Io lo vedo». Il fuoco è nel figlio, perché il padre lo ama ed è pronto a dare la vita per lui. Senza amore perdiamo lo sguardo simbolico sulle cose, e prevale il «cannibalismo»: usiamo tutto e tutti per accrescere noi stessi. L’amore gratuito di Dio invece ci cura e protegge dall’egoismo che porta a impostare le relazioni in modo utilitaristico. Quando il fuoco abita nell’uomo, la sua vita, come il roveto, arde, illumina e riscalda senza distruggersi e distruggere. Senza questo Amore divino o gratuito è difficile mettere «a fuoco» la parte invisibile della realtà, che però è essenziale per darle un senso pieno (ad esempio per me: il volto acerbo di un alunno mostra già il frutto da far maturare; la pagina vuota diventa la dura terra che aspetta parole da far crescere). Senza questo Amore si vede tutto «sfuocato», si giudicano le cose e le persone solo dalla metà visibile, cioè inadeguate alle nostre aspettative o da usare per i nostri scopi. Quando invece si educa lo sguardo simbolico, che è quello gratuito di poeti, bambini e innamorati, si mette tutto «a fuoco», si scorge nelle imperfezioni di cose e persone un’occasione di scoperta e di cura: tutto diventa pieno di senso perché, nel dedicare impegno e attenzioni a ciò che è fragile e incompiuto, la vita cresce in e attorno a noi.

Non so se il virus sia stato creato in laboratorio e sia sfuggito al controllo ma, comunque sia, ci sta mostrando che non possiamo controllare tutto e ci sono cose e persone non a nostra disposizione. Per combatterlo metteremo in campo tutte le risorse materiali, ma senza una riscoperta di quelle spirituali, l’amore gratuito per tutti gli esseri viventi, sarà stato tutto inutile. Nel corso della storia il bambino comprende che chi porta il fuoco «non mangia la gente», non manipola e distrugge la vita, soprattutto quella fragile, ma la serve con tutto se stesso, come i medici e gli infermieri in queste ore, perché «il respiro di Dio è sempre il respiro di Dio, anche se passa da un uomo all’altro in eterno». Di questo fuoco abbiamo bisogno, oggi più che mai: ma ce ne ricorderemo anche domani?

30 marzo 2020

Il “eterno riposo” in verità andrebbe recitato per questa monnezza di televisione.
È un momento difficile per tutti.
Allora dalla televisione di stato che tutti quanti paghiamo e dalle televisioni private che sono pagate con gli abbonamenti o acquistando i prodotti da loro pubblicizzati, mi aspetterei in questo periodo un salto di qualità, trasmissioni di qualità, film di qualità, concerti di qualità, insomma quella qualità che in questo momento comincia a venire meno su tanti fronti.
Una cosa è certa…la monnezza non è di qualità.
La monnezza è sempre monnezza.

(clicca sull’immagine per leggere l’articolo)

LA FEDE DOMESTICA
Bellissima pagina da leggere, soprattutto per chi è genitore e per i catechisti…
Come trasmettere la fede ai tempi del corona virus e sempre, in ogni circostanza. 
La fede trasmessa vivendo e celebrando le feste con i loro segni propri, la fede trasmessa dai nonni, e poi dai genitori e poi a nostra volta
a qualcun altro. 
Bisogna ammetterlo…il card. Martini è stato un grande, un vero profeta scomodo.
Qui ribadisce un concetto che sottolineo da anni…il catechismo senza la preghiera in casa e la celebrazione della Messa domenicale, se non serve a poco è solo perché serve a nulla.
Ma anche questa era diventata la normalità che stiamo rimpiangendo. 

LA CAREZZA

Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete qualche lacrima da asciugare. 
Fate qualcosa, dite una parola buona. 
Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza.”
Papa Giovanni XXIII
Da sempre i Papi hanno avuto il carisma e la capacità di compiere dei gesti che sono diventati anche dei segni che sono rimasti e rimarranno nel tempo e che non conoscono scadenze di nessun tipo.
Fin da quando son bambino faccio memoria di questa scena, della carezza del Papa Giovanni XXIII, il discorso della Luna, dell’ 11 ottobre 1962, alla sera dell’apertura del concilio Ecumenico Vaticano Secondo .
Mi è stata raccontata a voce da mia madre quand’ero piccolo, e poi con la televisione è entrata negli occhi. Nel cuore c’era già. 
È vero…era la carezza di un Papa. 
Io l’ho sempre vista come la carezza di Dio. 
Da sempre i Papi hanno avuto il carisma e la capacità di compiere dei gesti che sono diventati anche dei segni che sono rimasti e rimarranno nel tempo e che non conoscono scadenze di nessun tipo.
Fin da quando son bambino faccio memoria di questa scena, della carezza del Papa Giovanni XXIII, il discorso della Luna, dell’ 11 ottobre 1962, alla sera dell’apertura del concilio Ecumenico Vaticano Secondo .
Mi è stata raccontata a voce da mia madre quand’ero piccolo, e poi con la televisione è entrata negli occhi. Nel cuore c’era già. 
È vero…era la carezza di un Papa. 
Io l’ho sempre vista come la carezza di Dio. 
Anche ora, in questo momento complicato, so che Dio mi sta accarezzando, so che Dio sta accarezzando ciascuno di noi. 
La semplicità e la potenza di una carezza.
Buona giornata a tutti/e

29 marzo 2020

GRAZIE E SCUSA

Condivido con voi questo video. È da vedere.
Grazie e scusa sono le parole che dobbiamo al mondo della Sanità.
Ora tutti uniti. La paura fa novanta. E se non c’è gioco di squadra o se non si rema nella stessa direzione perché nella stessa barca, si affonda. C’è l’ha ricordato anche il Papa.
Ma dopo se saremo ancora italiani come stiamo dicendo in questi giorni dovremmo chiedere conto alla politica bipartisan che in questi anni ha fatto solo tagli e che ha portato le USL a diventare ASL e quindi aziende in cui conta il profitto e i cui direttori sono nominati dalla politica e non dalla competenza (se vuoi fare il generale, prima devi fare il soldato). 
Ma se saremo ancora italiani come diciamo ora dovremo anche dire basta al fatto che se hai la conoscenza giusta, passi prima e scavalchi la lista d’attesa, o vieni trattato con un occhio di riguardo perché amico dell’amico. 
Ma se saremo ancora italiani come diciamo ora dovremo dire basta al nepotismo che garantisce a un parente il posto di primario o la cattedra.
E questa era anche una delle normalità che ora stiamo rimpiangendo .
Guardiamoci negli occhi italiani e italiane…siamo disponibili a queste rinunce?

https://youmedia.fanpage.it/video/al/XnxZzuSwH3PFLO5x

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 29 MARZO
QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA

Giovanni 11, 1 – 45

“ Gesù scoppiò in pianto “
Questo frammento del capitolo 11 di Giovanni non rende giustizia alla bellezza e profondità di questo episodio e brano, che vede come attori principali, Gesù, e tre amici, fratelli fra di loro, Marta, Maria, e Lazzaro, che passa dalla malattia alla morte.
Quindi vi invito a leggere personalmente tutto il brano che troverete comodamente nelle Bibbie nelle vostre case. Lasciatelo poi decantare. Immergetevi in questa storia, triste e con un finale unico. Non sarà difficile farlo in questo periodo. Siamo sommersi di storie tristi, di storie di parenti e/o conoscenti che passano dalla malattia alla morte in pochi giorni.

Tutti piangono. Anche noi. Anche Gesù.

Il piangere è il primo gesto e urlo che compiamo quando veniamo al mondo. Il bimbo appena nato piange. Piange per dire che tutto è ok! Piange perché si ribella… stava tanto bene nel grembo della madre. Piange perché l’ossigeno è entrato nei suoi polmoni.
E poi il bimbo continuerà a piangere, tante volte. Sarà il suo modo di comunicare col mondo per la fame, la febbre, il sonno e il dolore. Il pianto è il suo modo di parlare.
Intanto le lacrime con i mesi e con gli anni assumono un peso diverso. Bella è questa frase di Gianni Rodari che dice “Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.
Anche un adulto ha tanti motivi per piangere e le sue lacrime hanno tanti pesi e tante sfumature. Un adulto ha lacrime amare e lacrime dolci, lacrime isteriche e lacrime di compassione; lacrime di sofferenza e lacrime di gioia.
Insomma tutti si piange e sempre!

Anche Gesù ha pianto, e lo ha fatto per un amico. Non ha avuto paura di farsi vedere, non ha avuto paura di dirci che in quel pianto “c’è la debolezza di Dio”. Ci ha detto che non dobbiamo vergognarci dei nostri sentimenti. Ci ha anche detto che una fede senza lacrime sarebbe disumana. Quante sfumature nel pianto di Gesù.

Concludo. Essere amici di Gesù non ci preserva dalla sofferenza e dalla morte. La morte non è risparmiata agli amici di Gesù. Esser amici di Gesù ci permette però di dire che il figlio di Dio ha pianto come noi.

Buona domenica, don Pier 
vostro parroco

28 marzo 2020

Le operaie delle vita

Questa mattina ho contemplato l’albero di ciliegio….la sinfonia era data dalle ali delle api…e ho immaginato questo dialogo.

Ciao umano!
Anche noi stamattina abbiamo goduto del calore del sole.
Come te ne abbiamo bisogno.
Anche noi siamo andate al lavoro più volentieri.
Come te, col sole, facciamo le cose più volentieri.
Anche noi amiamo la vita. Il nostro volare genera vita!
Come te vorremmo vivere.
Anche noi ci ammaliamo.
Come te abbiamo paura, perchè le malattie ci uccidono.
Dobbiamo fare un patto…se vuoi sopravvivere tu, dobbiamo sopravvivere anche noi.
Non siamo evolute come te…tu sei il “sapiens”; ma noi siamo più organizzate… riconosciamo le regole, la vita in comune, i ruoli…alcune cose puoi ancora impararle anche da noi, semplici api.
Insomma, dobbiamo imparare a rispettarci a vicenda!

Il valore della Comunità…

In questi giorni che la pastorale e i contatti avvengono solo per telefono, è proprio quello che mi sono sentito dire da molti.
Mi manca il tuo volto.
Mi manca l’appartenenza ecclesiale, il pregare insieme ad altri per poter vedere i nostri volti.
Mi manca lo stare insieme e fare le cose insieme.
Il concetto di comunità civile, sociale, ecclesiale, che mai come oggi, non è solo più un concetto, ma nostalgia di un agire, un’etica, un bisogno come quello di aria.

Per buona pace di chi fin’ora ha sempre pensato, Cristo si, Chiesa no, e tanto meno parrocchia, (per non parlare dello Stato che dovrebbe essere un’armonia fra diritti e doveri) questo tempo e questo Papa ci insegnano che non ci si può salvare da soli.
E che c’è bisogno di tutti quelli che fanno il bene della persona umana e non il loro tornaconto.

(clicca sull’immagine per leggere l’articolo)

27 marzo 2020

Resta con noi, perché si fa sera…

…e abbiamo paura di affondare.
Perché non sempre la nostra vita è una bonaccia.
Anzi, sta volta, ste onde fanno paura, sta entrando acqua nelle nostre sicurezze.
Come voi, ero attaccato alla tele alle 18.
Come voi, ho ammirato i gesti silenziosi di questo Papa.
Come voi, da incredulo, o forse poco credente, per l’occasione datami, ho chiesto perdono dei miei peccati, per ottenere l’amicizia piena con Dio, per avere l’indulgenza come un dolce sguardo sulla mia vita passata. 
Come voi mi sono inginocchiato.
Come voi mi sono commosso.

Resta con noi Signore, perché si fa sera.

LA PREGHIERA PIÙ DIFFICILE È IL SILENZIO

IL MARTIRIO DELLA SOLITUDINE.
LA SOLITUDINE DEI MARTIRI

Quando ho letto l’articolo, mi sono detto che siamo tutti quanti in questo momento in prima linea.
Non siamo i cappellani della seconda guerra mondiale, ma quasi. Siamo tutti in prima linea…sanitari, amministratori, forze dell’ordine, preti, commesse, autisti… e tutti quelli che stanno lavorando per garantire tanti servizi, fra i quali i servizi che vi permettono di leggermi e io di scrivere. e non solo! tutti quelli che fanno la loro parte, il loro dovere, anche fosse solo stando a casa, che non è poco, perchè significa rinunciare alle proprie libertà.

Il Papa ha definito Eroi quanti fanno la propria parte! io direi che oggi sono Martiri, ma da alcuni decenni, quelli che fanno semplicemente il loro dovere!

Oggi dicevo a una persona che la solitidine può essere sposata “per vocazione” e per scelta. Ma a volte la vita te la impone e devi diventare capace a conviverci, e non sempre è facile, soprattutto in questo periodo.
Io la solitudine l’ho scelta. Molta gente no! 

Tutto il mondo sta vivendo il martirio!
Mi scriveva oggi un ex-parrocchiano dal Brasile che la nazione è divisa. Un presidente che oggi ha comandato di aprire tutte le attività e la chiesa che ha chiuso le chiese e invita a stare a casa.
mi scriveva questo ex-parrocchiano che c’è odore di divisione, di colpo di stato politico… a casa sua comincia a mancare il cibo…e poi ha concluso scrivendo “però siamo saldi nella fede, e non rinnegheremo”.
Appunto, la solitudine dei martiri !

un abbraccio; don Pier

(clicca sull’immagine per leggere l’articolo)

26 marzo 2020

“Le cose degli uomini, per amarle devi capirle.
Le cose di Dio, per capirle devi amarle.”

Blaise Pascal

Chiediamo oggi nella nostra preghiera di entrare nel Mistero di Dio.
Non dico di capirlo, ma almeno di affacciarci, di contemplare, di rimanere senza parole.

Nella foto c’è un giacinto multiflora, spuntato ai piedi del castagno che abbiamo in giardino. È da sette primavere che sono a Leinì. Non si era mai visto. Sembra quasi che abbia bisogno di protezione, sembra quasi che voglia dirci “ci sono anch’io!”.

Buon giovedì a tutti quanti.

25 marzo 2020

25 Marzo – Festa dell’Annunciazione

Dal Vangelo di Luca
“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.”
E come avverrà?
Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra”.

Non temere, Il Signore non ti sta fregando!
Leggi i segni positivi anche di questa giornata!

24 marzo 2020

La bellezza del fiore di ciliegio è così fragile che cade al primo vento.
La durezza del cuore dell’uomo è così strana che cambia ad ogni vento.

MASCHERINA VS SAN ROCCO
1 – 0

Chiedere a Dio che arresti la pandemia rischia di farci cadere in un equivoco, nel quale cadono i credenti più fragili e bisognosi di emozioni religiose e visione magiche della vita e della religione. 
Il rischio appunto è di vedere Dio come l’autore anche del virus, come colui che sta punendo l’umanità per i nostri comportamenti pazzi. 
Penso che Dio abbia sempre avuto di meglio da fare, piuttosto che punire. 
Lo so che il Papa ha chiesto a Dio di fermare con la sua mano la pandemia. Ma questo gesto da lui lo accetto. È il successore di Pietro. È un uomo di Dio.
Il DNA degli apostoli, gli amici di Gesù, è in lui. E poi nel suo vocabolario non ha mai detto e scritto che Dio punisce.
In questi giorni il nostro giardino in parrocchia è uno spettacolo di fiorellini che stanno uscendo anche negli angoli più inimmaginabili.
Dalla magnolia del cortile al mattino e alla sera è un concerto musicale di uccellini. Solo Tess si sta opponendo col suo abbaiare per far capire che la padrona del territorio è lei, e non loro che sono tornati a cantare senza chiederle permesso. 
Anche il silenzio di questi giorni da assordante è diventato un dolce compagno.
Allora più che supplicare Dio che ci liberi dal virus (e magari sotto sotto lo stiamo facendo tutti) , dobbiamo chiedere di ritornare a diventare collaboratori attivi con il Creatore e considerare la natura e il creato non come delle proprietà ma come doni.
Brutto da dirsi…ma ha fatto più il virus in due mesi, che Greta in due anni e i potenti del mondo negli ultimi vent’anni.
Lo so, le conseguenze sono pesanti per tutti, sia economicamente che psicologicamente, ma due domande facciamocele.
Dopo (?) non si potrà dare colpa solo più ai potenti e nasconderci dietro a loro per le nostre scelte personali.

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2020/03/alberto-maggi-non-chiediamo-dio-di.html?fbclid=IwAR05FkJHylEfsVn01gt7zXVoybGhgdkGpKQCV09hA6yewJxye8ts5iy2zwY

23 marzo 2020

Coraggio!
Non è solo un augurio per alzare il morale di tutti quanti. 
Ma è anche l’atteggiamento che, come diceva Papa Francesco questa mattina, ci porta a mettere Dio con le spalle al muro. 
È il coraggio di chi osa ancora pregare.
Questo tempo non ci offre solo l’occasione di pregare e pregare di più, ma ci offre anche l’occasione di purificare la nostra preghiera. 
Perché prego? Cos’è diventata la mia preghiera? 
Abitudine? Magia? L’ultima ancora di salvezza? Dialogo interiore del cuore? 

Coraggio! 
Ed è per quello che la scorsa settimana ho usato verso Dio il verbo “considera!” e non accetta. 
In questo “considera” c’è la supplica, la paura, lo stremo, il pianto , il grido di molta gente. 
Anche a piangere ci vuole coraggio. 
Anche a gridare ci vuole coraggio. 

In allegato regaliamo la preghiera che è stata musicata da Renzo Marcato, cui vanno pubblicamente la mia gratitudine e i miei complimenti. 
Per ora il canto è così. 
L’idea è di farla a più voci con i nostri cori, e aggiungo io, sarà il canto d’offertorio della Messa Solenne di Ringraziamento che faremo. 

Al Signore Dio, con la nostra collaborazione nel rispettade le regole sanitarie, stabilire la data! 
Buona settimana a tutti! 

Ps. scaricate il canto, e quando siete giù di morale e volete urlare a Dio, ascoltatelo! 

 

Eh già…
Il problema non è il morire..
Ci passeremo tutti per quella tappa.
Ciò che veramente angoscia i molti è morire da soli, senza stringersi la mano, senza potersi salutare, senza una carezza della mano e degli occhi.

Monastero di Bose – Gli sguardi della tenerezza

22 marzo 2020

In questa settimana di delirio collettivo, sia a Mappano che a Leinì sono sorte emergenze di ogni tipo, da quella abitativa a quella di fame di cibo, oltre a quelle già abituali. 
E ho paura che siamo solo all’inizio.
Come Parroco di questi due paesi (lo so che vi fregiate del titolo di città, ma a volte la mentalità è ancora di paese e non universale) volevo ringraziare pubblicamente tutti i volontari Caritas, la Polizia Municipale, i Carabinieri, la Croce Rossa, la protezione civile e le Amministrazioni Comunali con tutti i loro di dipendenti, e le associazioni che concorrono al bene dei nostri paesi, perché tutte le emergenze sono state affrontatate con sinergia, rapidità ed efficienza.

Ci aspetteranno tempi duri…ma con questa unione di azione …il virus può xxxxxxxxx!!
Lascio a voi la fantasia di immaginare l’ultima parola….

Un abbraccio a tutti, don Pier

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 22 MARZO
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
Giovanni 9, 1 – 41

Vi propongo solo la parte iniziale:
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Signore chi ha peccato? Chiesero a Gesù.
Chi è positivo al virus ?! si sta chiedendo continuamente ai nostri Sindaci.
Questo bisogno morboso di sapere sempre di chi è la colpa ce lo trasciniamo da sempre.
Questo bisogno di sapere chi è il malato a tutti i costi, bisogno che più che autotutelarci rischia di escludere e di mandare più al confino che in quarantena. Sembra di essere ritornati ai tempi dell’olocausto, quando si segnava la stella di Davide sulle porte per puntare il dito e uccidere.
“Qui c’è un ebreo” è quasi diventato oggi “qui c’è un positivo al corona”.
Mai è stata una colpa essere cristiani, ebrei o mussulmani. E lo sarà mai !
Mai sarà una colpa ammalarsi per colpa di un nemico invisibile.

“Nessuno ha peccato” rispose Gesù.
“Nessuno è malato”! vero! Perché tutti siamo malati! di mancanza di luce, perchè ciechi.
E allora se ti manca la luce si rischia di puntare il dito senza guardare dove lo punti.

Dobbiamo imparare in questo tempo a restare umani e a restare credenti. 
Non solo il virus contagia, ma anche le buone notizie e la solidarietà.
Far circolare buone notizie ci aiuta a restare umani.
Continuare a pregare ci aiuta a restare cedenti.

Buona domenica, don Pier 
vostro parroco

Ricorda.

La lanterna che reggi

non è tua,

la canzone che canti

non è stata composta

nel tuo cuore:

benché porti la luce,

non sei la luce,

e anche se sei un liuto

non sei il suonatore di liuto. 

Kahlil Gibran

21 marzo 2020

Anche le Parrocchie di Leinì e di Mappano si uniscono alle 11.30 col suono delle campane come gesto di solidarietà nei confronti del mondo contadino.

Sono figlio di contadini e me ne vanto!

DA DOMANI MI METTO A DIETA

Quante volte abbiamo detto che avremmo smesso? 
Quante volte ci siamo detti che sarebbe stata l’ultima volta?
Quante volte abbiamo detto che un piccolo assaggio non ci avrebbe fatto male?
Come fai a dire ora.. che scusa uso per uscire a comprarla, ora che è finita?
Ebbene si..siamo dipendenti…dal cibo e da quanto ci dà anche piacere in bocca e sulle labbra.
Siamo dipendenti, chi più chi meno, dai dolci, dal salato, dalla cioccolata, dal vino e dal fumo e da quanto ci rende felici per un instante.
Una volta venivano chiamati peccati di gola i desideri di compiacersi e soddisfarsi nell’immediato col cibo.
Oggi nell’età moderna diremmo che Freud aveva ragione quando individuava nella fase orale la prima tappa dello sviluppo psicosessuale della persona umana.
Oggi si studiano i disturbi e le malattie legate al cibo, anoressia e bulimia, che forse anticamente venivano identificate erroneamente come segni di virtù e di benessere. 
Rapportarsi bene col cibo è una conquista di tutti i giorni, di tutta una vita.
Io non ci sono ancora riuscito ! È una lotta quotidiana. 
Prova è che in questo momento di tensione e di preoccupazione ci si butta tutti in cucina e come cuochi che tramandano ricette segrete alle proprie figlie e come ricercatori di soddisfazione: pizza, pane fatto in casa, tiramisu, lasagne, frittelle e chi ne ha più ne metta. 
Non è un peccato, è un ritorno alle origini, al nostro io più ancestrale, quando la bocca era soddisfatta dal seno materno.
Il peccato è quando si butta nell’immondizia il cibo o quando la nostra voracità toglie cibo dalla bocca di qualcun altro. 
Però diciamola tutta… anche attraverso il cibo si manifesta il meglio di noi stessi, della nostra cultura e del nostro senso di accoglienza ed ospitalità.
Molte volte attorno a un tavolo riusciamo a sederci senza maschere. 
Non a caso Gesù, le cose migliori le ha fatte e dette attorno a una tavola !

Ps..
Tanto per stare in tema…dopo questo ambaradan di situazione ho già una lista di cene a casa di amici e conoscenti per festeggiare insieme la vita !

20 marzo 2020

CIPOLLE PER TUTTI

Questo è un articolo equilibrato, leggetelo.

Aggiungo le mie riflessioni… 
Non tutti hanno la casetta col giardino o la stradina privata su cui fare scorrazzare i bimbi con la bici a rotelle o la mansarda dedicata ai figli. 
Molti vivono in pochi metri quadri al quinto piano ed è quanto possono permettersi.
E ritrovarsi oggi, improvvisamente, a condividere pochi metri quadri può mettere alla dura prova anche i rapporti più idilliaci.
Dov’è allora il problema?
1) alcuni hanno bisogno di uscire “il giusto”. Ma il giusto in Italia è diventato il “mio giusto” senza uno sguardo al bene comune e al buon senso. 
2) l’italiano medio non osserva le regole…raccolta indifferenziata, fisco, semafori,, ecc…
3) da sempre c’è il bisogno di trovare il capro espiatorio, a qualsiasi cosa. Colpevolizziamo sempre tutto e tutti, perfino Dio, eccetto noi stessi.
4) l’italiano medio è un guardone. Anziché insultare, postare foto e commenti da talebano, chiama i carabinieri, dai il tuo nome e cognome e denunci…se sei nel certo che problema hai? Metti la faccia.
5) questo virus ha scoperchiato un vuoto educativo delle scuole, delle famiglie, degli oratori, che è l’educazione civica e di conseguenza il senso civico di ognuno noi.
Si dovrà resettare tante cose e ricominciare dall’abc dei valori umani e sociali.
6) resta di fatto che i cani non hanno mai pisciato così tanto come in questi giorni, e che di colpo anche chi era pigro si è ritrovato a calzare un paio di scarpe da ginnastica. Anche la frutta dopo un giorno marcisce.
Abbiamo chi è preposto ai controlli e in questo momento siamo tutti in prima linea. Penso che il loro telefono come il mio suoni dalle 7.30 del mattino alle 10 della sera. Io ho fiducia in loro. 
7) vi faccio un esempio di casa mia…ho un papà anziano. È da un anno che non esce di casa. In questi giorni lo chiamo sovente.
Bene..l’altro ieri mi ha risposto che non è un prigioniero politico. Quindi sono due mattine che va nell’orto a piantare cipolle.
È vero che facendo il tragitto non incontra persone e lavora da solo….però è giusto per farvi un esempio…di casa mia…ossia chi è senza peccato scagli la prima pietra.
8) concludo…invito i giovani a studiare psicologia /psichiatra. Ci sarà in futuro molto lavoro e sono materie che mi sono sempre piaciute…
Proprio vero che la nostra mente è un abisso!

ANCHE I PRETI PIANGONO !

Ma non perché ho sbagliato il soffritto di cipolla, e anziché tagliuzzarla, l’ho messa intera nella padella con l’olio bollente e mi è esplosa negli occhi!
E non perché per l’ennesima volta abbiamo perso una finale Champions (per questo non bastano più i fazzoletti!!)
E tanto meno vi assicuro che sia il titolo di una serie di tele-novelas brasiliane delle cinque del pomeriggio.
Anche i preti piangono!
Tante volte mi sono detto che non si può piangere in situazioni dove tutti piangono…mi sono sempre detto che uno “lucido” in quelle situazioni ci vuole; e quindi col tempo, e con gli strumenti giusti, ho imparato a tirar giù “la saracinesca emotiva” in alcune situazioni, anche come difesa umana e professionale.
Ieri ho pianto perché mi sono trovato di nuovo, a distanza di pochi giorni, in una situazione inedita… Il mio concetto di “giusto” è saltato!
La scorsa settimana a Leini ho dato l’ultimo saluto a Lorenzo, uomo giusto e gentile, che da quando è rimasto vedovo, non si è perso un funerale in chiesa e veniva a pregare con e per gli altri! ed è stato sepolto senza un funerale, che le norme sanitarie (giustamente) hanno impedito; funerale che personalmente ritenevo “giusto” come ringraziamento nei suoi confronti.
Ieri, mai capitato in vita mia, ho salutato a Mappano un marito e papà, Idris, ed eravamo presenti tre persone, io, il figlio e la moglie. Nemmeno le dita di una mano. E Paola in questi anni ha “cantato” più volte, anche da sola, a tutti i funerali di Mappano. Anche qui, ho pensato in questi ultimi giorni che sarebbe stato giusto un funerale per il marito come ringraziamento a lei che ha cantato in tutti i funerali.
Insomma…è saltato il “mio” concetto di giusto/ringraziamento/premio che avevo.
Ancora una volta devo ricominciare nel cammino della Fede e nell’abbandono e fiducia in Dio.
Questa è una situazione veramente inedita per tutti quanti, per tutti noi. Fa male non poter salutare “come si deve” un amico, una persona cara. Fa male vedere le immagini dei camion militari piene di bare destinate all’ignoto che si allontanano dalla visione affettiva che tutti quanti vogliamo nei confronti dei nostri morti. L’inedito questa volta fa male. Fa piangere. Fa piangere anche i preti.
Questa esperienza inedita che stiamo vivendo o ci farà ancora più credenti, o ancora più “atei”. Non considero gli indifferenti, perché è la scelta più comoda e più facile da sempre! 
Allora hanno più senso queste parole, che ho usato in questi giorni, in tanti saluti funebri…
don Pier.

Ricevi, o Signore 
Ricevi, o Signore, le nostre paure 
e trasformale in fiducia. 
Ricevi la nostra sofferenza, 
e trasformala in crescita. 
Ricevi le nostre crisi, 
e trasformale in maturità. 
Ricevi le nostre lacrime, 
e trasformale in preghiera. 
Ricevi il nostro scoraggiamento, 
e trasformalo in fede. 
Ricevi la nostra solitudine, 
e trasformala in contemplazione. 
Ricevi le nostre attese, 
e trasformale in speranza. 
Ricevi la nostra morte, 
e trasformala in risurrezione.
(A. Ganube)

Foto Pier, Particolare della Decollazione di San Giovanni Battista, Caravaggio, isola di Malta

19 marzo 2020

Festa incompleta del Papà

Oggi è festa del papà…è il 19 marzo, festa di San Giuseppe, papà di Gesù.
“San Giuseppe, uomo giusto” , perché come ha detto stamattina il Papa nell’omelia, “ha svolto bene la sua professione lavorativa ed è stato capace di entrare nel mistero di Dio”.
Però oggi sarà una festa incompleta. A metà.
C’è chi ha il papà distante, perché anche se vicino non potrà andarlo a trovare, vuoi per il dover stare tutti fermi in casa, vuoi perché non possiamo permetterci visitandoli di fare ammalare i nostri vecchi nel caso fossimo asintomatici positivi al virus.
C’è chi vorrebbe abbracciare i propri nipotini, orgoglio della propria vecchiaia.
Sapete bimbi? Molti nonni in questo momento vorrebbero solo abbracciarvi. Niente di più. Sarebbe il regalo più bello alla loro paternità e nonnita’ (passatemi il termine che non esiste).
C’è qualche papà che saluterà i suoi figli da distante, come se fossero separati in casa, perché ha un lavoro a rischio contagio, e dovrà ingoiarsi le lacrime per non tradire le sue emozioni davanti ai figli.
C’è anche qualche papà che, non più abituato a stare a casa, si sta reinventando i modi per abitare la stessa casa e la sua famiglia.
Però a tutti vorrei dire che possiamo ancora sorprenderci a vicenda con quei gesti quotidiani che abbiamo dimenticato per tanto tempo perché presi da mille altre cose che abbiamo ritenuto più urgenti e importanti. 
A ognuno di voi la ricerca di quel gesto da fare quest’oggi che possa creare un po di stupore. 

A ognuno di voi, alle vostre famiglie, buona festa del papà.

Sono dell’idea che un prete debba essere anche un buon psicologo, con consulenze gratis…
In questo articolo ci sono alcuni suggerimenti interessanti…

18 marzo 2020

Il buongiorno di quest’oggi è una preghiera.. 
È nata dai tanti ascolti fatti in questi giorni. 
Voglio farmi portavoce soprattutto di chi si sente inadeguato, senza le parole giuste, o con le parole strozzate da tante emozioni. 

Signore, 
considera le nostre lacrime come preghiera.
Considera le nostre paure e ansie come preghiera. 
Considera il nostro sguardo verso i nostri familiari come preghiera. 
Considera la nostra voglia di vivere come preghiera. 
Considera la nostra voglia di stringere una mano come preghiera. 
Considera il grido di solitudine di chi è malato come preghiera. 
Considera il dilemma e dramma di chi deve decidere sulla nostra vita come preghiera. 
Considera l’incertezza di chi lavora come preghiera. 

Te lo chiediamo nel nome del tuo Figlio Gesù, che ha fatto della sua vita una preghiera. Amen. 

La sera conosce cose che il mattino non si immagina. Il senso della vita è anche questo.
Questo è un altro bell’articolo da leggere…

17 marzo 2020

PREGA IL PADRE TUO NEL SEGRETO

Condivido con voi queste mie riflessioni. Fanno seguito all’articolo di un mio confratello che potete leggere più in basso.

Chi mi conosce sa che sono sempre stato contro corrente…e lo sarò anche questa volta.

Giorni fa leggevo sul web questo commento “dobbiamo riempire il web di Vangelo”.
Hai detto bene fratello, ma dobbiamo riempire il web di Vangelo e non dei nostri volti e personalità narcisiste.
È vero che i vescovi ci invitano a celebrare in privato tutti i giorni e a usare i mezzi moderni per stare vicino al nostro popolo.
Lo faccio anch’io. 
Ma in questi giorni sul web c’è una saturazione di messe, adorazioni, vespri, novene, e chi ne ha più ne metta…
Sono dell’idea che quando c’è la possibilità di assistere alla messa del Papa, o del nostro vescovo o di quei predicatori/sacerdoti che lo facevano già prima, ce n’è da vendere.
Noi preti, e ci metto anche i diaconi permanenti, abbiamo un narcisismo ben sviluppato.
Riconoscerlo ogni tanto ci farebbe bene, e tanto meno dargli corda ci farebbe bene.
PREGA IL PADRE TUO NEL SEGRETO vale anche per noi preti e diaconi permanenti.
Preghiamo un po di più per il nostro popolo. Molta gente in questo momento non riesce a pregare, è senza parole, per tanti motivi, con le lacrime strozzate in gola e col sudore che gli bagna le mascherine. 
Dobbiamo pregare per il nostro popolo, ma possiamo farlo anche nel silenzio della nostra stanza e non davanti a una telecamera.

Pregare davanti alla webcam, più attenti ad essere ben inquadrati che a quello che si sta facendo, è veramente un servizio al nostro popolo o invece è cioccolato per il nostro ego narcisista? 

Inoltre un po di silenzio fa bene anche a noi. O forse, come tutti, ne abbiamo anche noi paura?

Concludo… Facendovi ridere… È da un paio di giorni che non vado più su Facebook dalle 18 alle 20. Ci sono solo messe adorazioni e vespri. Fossi un ateo avrei un motivo in più per non credere!

Il Buongiorno di oggi lo affido alle parole di Etty Hillesum, ragazza olandese, ebrea, nata nel 1914 e morta ad Auschwitz nel 1943…
Questo tempo surreale e strano ci sta proponendo delle bellezze dimenticate…ma in verità a quali di queste saremo veramenti poi capaci a non rinunciare più in futuro?

Leggetelo….
E fra qualche giorno aggiungerò alcune mie riflessioni sul valore dell’interiorita’ che in questi anni abbiamo dimenticato ma che oggi ci permette di darci una speranza.

16 marzo 2020

Ho imparato che il coraggio non è l’assenza di paura, ma il trionfo sulla paura.
L’uomo audace non è quello che non ha paura, ma quello che conquista la paura.
Nelson Mandela

Foto Pier…sentiero balcone della val grande…gennaio 2020

“E con la tenacia che Dio ci ha dato, ritorneremo a lottare perché il sole sia più splendente”.

Affido alle parole di don Camillo il mio saluto di quest’oggi ai miei paesi, ai parrocchiani, agli amici e alle persone care.

Guardate lo spezzone di film.…prima si piange e poi si ride.

15 marzo 2020

La libertà generata dalla solidarietà

CHI CI SEPARERA’?
uno dei canti più belli di Frisina

DAMMI LA VERITA’ DEL TUO CUORE !

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 15 MARZO
TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
Giovanni 4, 5 – 42

Luogo: al pozzo di Giacobbe, a Sicar, ai piedi del monte Garizim, nella Samaria
Ora: Mezzogiorno! L’ora meno indicata per uscire
Scusa per uscire: la sete, il bisogno di acqua.

Oggi al pozzo dobbiamo trovare tutti quanti una via di mezzo.
Da una parte il rischio è di essere profeti di sventura e avere visioni apocalittiche della nostra vita e del futuro della nostra Italia.
Dall’altra parte è pensare che Dio sia l’amuleto portafortuna anche per questa situazione o pensare che la fede sia l’ombrello che ci ripara anche dalla malattia.

In questa via di mezzo, in questo incrocio, a questo pozzo il Signore ci incontra.
E ci chiede la nostra sete e la nostra verità del cuore…
La verità del nostro cuore è che la nostra vita in questo momento è segnata dall’incertezza e dall’ansia e dalla paura, in molti casi anche motivata. 
Oggi il Signore ci chiede semplicemente questo: la nostra verità, la nostra fragilità.
Ci dà dell’acqua, la sua acqua, per essere acqua anche noi verso qualcuno.

Per piacere, vi affiderei questo compito…oggi, in giornata fate un paio di telefonate, a chi è sola/o!
Non solo gli anziani sono soli… ma anche chi è rimasto vedova/o, chi è separata/o, chi non esce più di casa, ma da tanti anni e non solo dall’altro ieri.
Grazie.

14 marzo 2020

Non siamo calciatori famosi
o influencer da migliaia di like,
ma siamo volontari che credono nella solidarietà,
sia internazionale sia di paese.
Nel nostro piccolo,
le Caritas parrocchiali di Mappano e di Leini 
donano € 1000
a ciascuna Croce Rossa di Mappano e di Leini.

Un po di precisazioni e un po di storia della chiesa ci possono aiutare…

13 marzo 2020

È dal 22 febbraio che più nessuno entra nel giardino della parrocchia…
Ma la natura fa il suo corso e ci sta dicendo che dopo l’inverno sta arrivando la primavera…
Questi fiori sono un regalo a tutte le persone che per assurdo cominciano ad aver nostalgia della vita normale di parrocchia, di catechismo e di oratorio…

12 marzo 2020

Gentilissime Famiglie dei Cresimandi di Aprile 2020, 
di Mappano e di Leini,

purtroppo l’attuale situazione di estrema incertezza ci impone di rimandare la celebrazione della Confermazione a data da destinarsi.

Come ben sappiamo la scuola, e di conseguenza il catechismo e l’oratorio, saranno sospesi fino al 3 Aprile.
Supponiamo pure che magicamente il 3 aprile non ci sia più nessun contagio in Italia e in Piemonte e che di colpo si possa fare la vita di prima con tutti gli assembramenti che fin’ora sono stati sconsigliati e poi vietati. Fosse così avremmo la Settimana Santa da gestire e poi dopo Pasqua, pochi giorni per recuperare il tempo perso ed organizzare la Celebrazione delle Cresime a Mappano e a Leini. Sarebbe impossibile tecnicamente e umanamente e mancherebbe quella serenità di fondo che dovrebbe caratterizzare una festa simile. Anche spostare le Cresime su Maggio o Giugno, al momento risulta impraticabile, perché sono due mesi già saturi come impegni, celebrazioni ed eventi.

Riteniamo pertanto di sospendere la celebrazione delle Cresime a data da destinarsi.

Su consiglio della Curia di Torino in questo momento non siamo in grado di darvi una data, che verosimilmente potrebbe essere nell’autunno 2020 o perfino nell’anno 2021.
Sarà nostra premura, se la situazione migliorerà, comunicarvi dopo l’estate la nuova data e il calendario degli incontri che avrebbero dovuto portare a completamento il cammino catechistico verso la Cresima.

Sicuramente molti di voi si porranno la domanda: “…e le Prime Comunioni si faranno?” Sulla risposta ci prendiamo tempo. Cercheremo di rispondervi a inizio aprile, quando si capirà la data di apertura della scuola.

Questo senso di provvisorietà è veramente nuovo per tutti quanti, ma ci obbliga anche a nuove riflessioni, soprattutto rispetto a ciò che è essenziale nella vita di tutti i giorni e nella vita di Fede e nel nostro cammino di amicizia con Gesù.

Uniti nella preghiera, 
don Pierantonio, Parroco di Mappano e Leini.

Da leggere
https://www.vocetempo.it/dire-quaresima-nei-giorni-dellepidemia/?fbclid=IwAR0q9zgcAb7u8OHjxoNMD9sYT0RvzmdyAwS5-6qAhJvqJ345lSViOl2qUh8

In seguito alle nuove norme di ieri sera, ancora più restrittive, la proposta dell’Adorazione è stata annullata.
Le chiese rimarranno aperte come tutte le domeniche, ma ovvio, senza nessuna celebrazione e senza nessun invito a nulla. Gli orari sono sul volantino.
Ovvio che tutto ciò lascia l’amaro in bocca.. però vorrei offrirvi questi punti di riflessione..
1) La costituzione italiana e quella europea prevedono limitazioni alla libertà di manifestazione della propria religione per ragioni di salute (e tutte le religioni in Italia si sono adeguate; quindi non c’è stata discriminazione religiosa).
2) la Chiesa non ha la competenza sanitaria per poter giudicare se vi sia o no uno stato di emergenza in materia sanitaria o che vi sia un’epidemia o un pericolo per la salute pubblica. Nella storia abbiamo il pessimo esempio della peste manzoniana: la processione del corpo di San Carlo per le vie di Milano, guidata dal cardinal Federigo, contro il parere dei medici, nel giugno 1630, anziché far diminuire i contagi, li fece esplodere, perché, all’epoca, non si conosceva nulla di virus e batteri e si pensava che il morbo si diffondesse per opera degli untori, cioè per opera umana.
3) Penso che il digiuno forzato di Eucaristia sia un sacrificio che si può sopportare per il bene, oltre che nostro, anche del prossimo, perché a noi è dato il compito di custodire la vita del prossimo. 
4) Ma chi è il prossimo? In primo luogo chi ci vive accanto: soprattutto i soggetti più deboli e fragili, quali i bambini e gli anziani ed i malati delle nostre famiglie. E poi gli amici, i colleghi di lavoro ed infine anche gli immunodepressi, cioè coloro che, per varie patologie, sono più esposti a contrarre malattie virali. E ce ne sono tanti, vi assicuro; anche fra i giovani.
5) Noi possiamo rischiare per noi stessi. Ma nessuno di noi vive in un’isola deserta, per cui una persona può rischiare per se stessa e magari tutto finisce lì. Noi viviamo in un contesto sociale e familiare, che ci impone di badare anche alla salute di chi ci è vicino a noi. Altrimenti saremo solo dei tremendi egoisti narcisisti.
6) Ed infine… Le fede andrà avanti; non sarà il Coronavirus ad ucciderla. Spero che il coronavirus uccida le nostre scarse motivazioni, ma su questo ho dei dubbi. Che dire dei cristiani che nei decenni del regime comunista in Russia battezzavano di nascosto in casa? non c’era alcuna messa perché i preti erano stati o uccisi o deportati, e i genitori battezzavano di nascosto i figli e raccontavano a voce il vangelo. O che dire dei popoli dell’Amazzonia che hanno la Messa una volta all’anno.. Sono meno cristiani di noi, o noi di loro?
7) Anche questa è un’opportunità.. sta a noi coglierla e viverla

11 marzo 2020

In seguito alla conferenza di Conte delle ore 21.40, ritengo che venire in ufficio parrocchiale per segnare “le intenzioni defunti” per Messe che non sapremo quando si potranno celebrare o prenotare battesimi se non sappiamo se possiamo celebrare, ritengo che non sia fra le cose più urgenti e vitali in questa situazione.
Da giovedi 11 marzo l’uffico parrocchiale di Mappano e Leini rimangono chiusi fino a data da destinarsi.
Per i funerali il contatto è da parte delle agenzie funebri.
Domani col decreto in mano, capiremo se si può andare almeno al cimitero.
Presto ci saranno i comunicati riguardo le Cresime e Prime Comunioni di aprile e maggio 2020 di Mappano e Leini.
Non penso che magicamente il 3 aprile il virus sia scomparso !

Per qualsiasi urgenza: Mappano 0119968394 – Leini 0119988098

10 marzo 2020

A bocca aperta…

Si mi hai lasciato senza parole e ti ringrazio Roberta…

Se passate in chiesa parrocchiale, rispettando le norme sanitarie , davanti alla Madonna, c’è un fiore in regalo e che ci fa sorridere il cuore.

Il prezzo? … Un’ Ave Maria…!

È da due mattine che assisto alla celebrazione della Messa di Papa Francesco.
Omelie semplici, ma profonde.
Frasi che rimangono nel cuore tutto il giorno. 
Grazie di esserci Francesco. 
Ore 7 su TV 2000 canale 28

Inoltre ho scoperto questa lista di messe e rosari, c’è l’imbarazzo della scelta. 
Non sarà la stessa cosa, è vero c’è il digiuno eucaristico, ma almeno compensiamo le volte che abbiamo fatto la comunione in chiesa e poi non abbiamo fatto comunione con le altre persone fuori della chiesa.

A seguito del comunicato della CEI inerente l’ interruzione delle S.Messe in tutta Italia, a partire da oggi, come cristiani siamo chiamati in questo momento delicatissimo ad unirci in preghiera ora più che mai e a seguire ove possibile la S.Messa in Tv o via radio.
Ecco gli orari degli eventi TV per pregare e seguire la S.Messa:
ore 05.00 – Rosario – TV 2000 (canale 28)
ore 06.30 – Rosario – Tele Pace (canale 187)
ore 06.50 – Rosario – TV 2000 (canale 28)
Ore 07.00 – s.messa – TV 2000 (canale 28) 
(da s Marta con il Papa)
ore 07.00 – Lodi – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 07.30 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 07.30 – Santa Messa – Tele Pace (canale 187)
ore 08.00 – Lodi – Tele Pace (canale 187)
ore 08.30 – Santa Messa – TV 2000 (canale 28)
ore 09.00 – Santa Messa – Tele Pace (canale 187)
ore 11.00 – Rosario – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 11.30 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 13.00 – Rosario – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 15.00 – Coroncina – TV 2000 (canale 28)
ore 16.00 – Rosario – Tele Pace (canale 187)
ore 17.30 – Rosario – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 18.00 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 18.00 – Rosario – TV 2000 (canale 28)
ore 18.50 – Vespri – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 19.30 – Rosario – Tele Pace (canale 187)
ore 20.00 – Rosario – TV 2000 (canale 28)
ore 20.45 – Rosario – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 21.25 – Compieta – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 23.40 – Compieta – TV 2000 (canale 28)

CELEBRAZIONI PER LA DOMENICA

ore 07.30 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 10.00 – Santa Messa – Rete 4
ore 11.00 – Santa Messa – RAI 1
ore 11.30 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)
ore 18.00 – Santa Messa – Tele Padre Pio (canale 145)

9 marzo 2020

“Arrestate il virus, fate presto: voglio tornare a scuola a giocare con i miei amichetti e rivedere le maestre”. Sono le parole di un bambino della zona rossa dette ai carabinieri a presidio di un varco del comune dove abita.
Ora l’Italia è tutta zona rossa!
Non invidio Conte nella scelta che ha fatto. Però lo stimo, ne ha avuto il coraggio! Chi comanda, deve decidere !
Non invidio i medici e gli infermieri, come mia sorella, che tutti i giorni mettono a repentaglio la propria vita e le loro famiglie per il bene di tutti. Li stimo e a loro va il nostro grazie.
Non invidio chi in questo momento ha un’attività, una partita IVA, un qualcosa di privato, o sta rischiando il posto di lavoro.
A tutti però voglio dire che abbiamo superato la seconda guerra mondiale, e ce la faremo anche questa volta, ricomniciando dall’essenziale.. 

VIVA L’ITALIA !

e preghiamo un po di più, che in questo momento ce n’è bisogno !

Ahimè, nella mia vita, ed esattamente nel 2007, nell’esperienza missionaria, nel nord-est amazzonico del Brasile, ho sperimentato nella mia carne e nel mio sangue la violenza di un virus, quello della dengue. Non c’è ancora vaccino, né profilassi e non ti lascia immunità. Insomma, fa le cose per bene sto stronzo. 
Ci sono quattro ceppi, e naturalmente mi sono beccato il peggiore, quello emmorargico mortale.
E se sono qui a scrivere non è perché sono onnipotente o immortale, ma perché un’assicurazione mi ha permesso di essere curato in un ospedale privato mentre fuori la gente moriva e continua a morire. 
Nove giorni di ospedale, monitorato, in delirio da febbre a 41,5, piastrine scese a 21mila, lasciano il segno sotto tanti punti di vista, e per tutta la vita.
Qual’è il problema? È che il virus dengue viene trasmesso da una zanzara che testa non ha…e il corona virus viene trasmesso da noi umani che testa abbiamo. O forse?!

8 marzo 2020

…che dire delle Messe tolte? Ricordati che all’inizio del Cristianesimo erano un dono, un far memoria, una comunità che celebrava e ringraziava… con i secoli le abbiamo fatte diventare il contorno di tanti avvenimenti, con l’orologio alla mano, e agli orari e luoghi che ci erano più comodi!
Un pò di digiuno eucaristico ci farà bene. Non importa se dopo il Coronavirus ci troveremo ancora di meno… l’importante sarà essere contenti, esplosivi, entusiasti, come erano i cristiani dei primi secoli, che non avevano neppure paura dei leoni!
Alcune indicazioni:
Se vuoi approfondire il vangelo festivo e feriale e/o vuoi pregare con i salmi, su internet trovi tanti siti ben fatti..
io ti consiglio quello di https://www.monasterodibose.it/ per me è sempre un pozzo di sapienza e serenità.
Da lunedì 9 marzo la Messa di Papa Francesco del mattino celebrata a Santa Marta alle ore 7, sarà trasmessa in diretta su: https://www.vaticannews.va/it.html
Per Messe, Preghiera del Rosario e altro… su TV 2000, canale 28