Riflessioni maggio 2020

29 maggio 2020

Dicono che il papavero sia il rossetto del vento.

Foto Pier

25 maggio 2020

Enzo Bianchi “Il confine invisibile tra noi e gli altri”
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La paura dei primi voli…
(anche perché sotto c’è Tess che fa finta di dormire)

23 maggio 2020

AD MEMORIAM

Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili.

Giovanni Falcone

21 maggio 2020

Amare è rischiare di essere rifiutati.
Vivere è rischiare di morire.
Sperare è rischiare di essere delusi.
Provare è rischiare di fallire.
Rischiare è una necessità.
Solo chi osa rischiare è veramente libero.
Alda Merini

Foto Pier

Presupponendo che la testata non mi venda una “fake”, e fermo il fatto che la mia diocesi non abbia ancora dato notizie in merito, chiamerei una notizia simile semplicemente con il nome di “propaganda politica”.
Peccato che non abbiano ancora tolto il penale al gestore in caso di contagio, che non siano ancora definite le clausole e coperture assicurative e il ruolo dei 15-17 anni, e peccato che al momento quasi nessun 18enne voglia assumersi queste responsabilità.
Ps.. Dimenticavo… Il 3 giugno c’è ancora scuola!!

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La chiamano “sindrome della capanna” o “fobia accentuata”.
Onestamente ci capisco sempre di meno…
Se dici agli anziani per il loro bene che sarebbe bene che stessero a casa, si offendono e ti rinnegano come parroco (sto scherzando).
Se dici ai cinquantenni che la vita continua e che con questo virus dobbiamo convivere con le dovute attenzioni, ti guardano come se tu fossi un terrorista batteriologico.
Insomma…siete adulti?? Fate quello che volete e assumetevi le conseguenze.

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18 maggio 2020

100 ANNI

Oggi sono 100 anni dalla nascita di Papa Giovanni Paolo II°, 18 maggio 1920.
Fra le tante cose dette e fatte, ricordo con affetto il suo discorso nella valle dei templi ad Agrigento, nel maggio 1993.
Fu un discorso a braccio, non scritto, non preventivato da nessuno.
Il suo cerimoniere a un certo punto si mise solo il volto fra le mani, tanto erano lo stupore e la paura. 
Per la prima volta in un discorso pubblico un Papa usava la parola “mafia”.
Non usò il miele. Non fece nessun inchino. Fu un’accusa, una pietra contro. Un inno alla vita.
A lui si deve con i suoi viaggi una presenza paterna e incoraggiante in tutti gli angoli del mondo.
E che dire della preghiera mondiale per la pace ad Assisi con tutti i responsabili delle religioni? Fu un’intuizione sua. 
A lui si devono le giornate mondiali della gioventù. Erano un appuntamento fisso per i nostri giovani che ora sono coppie giovani e hanno famiglia. 
Anche se personalmente non ci sono mai andato, perché ho sempre pensato che gli eventi senza continuità formativa e scelte di vita, lasciano il tempo dell’emozione.
Però è anche il Papa che cancello’ dall’America latina la teologia della Liberazione. Purtroppo Wojtyla vedeva il comunismo dappertutto. Ma in quegli anni un conto era il comunismo dell’est che lui aveva vissuto sulla sua pelle come persecuzione e assenza di libertà e un conto era la voglia di scrollarsi dalle spalle la dittatura militare presente in quasi tutta l’america cominciando dai poveri, dagli ultimi, dalla chiesa. Ci fu il fenomeno delle comunità di base, che ho visto ancora con i miei occhi in Brasile e che hanno poco a che fare con quelle nostalgiche dei “cattocomunisti” italiani dal conto in banca che non ha problemi. 
Wojtyla è anche il Papa che ha chiuso troppo gli occhi sull’abisso della pedofilia. Forse un abisso di peccato troppo nero anche per lui e per le sue forze.
È da anni che sono arrivato a questa conclusione…diventare adulti nella fede significa proprio ringraziare per le cose belle dei profeti e dei testimoni e che ti stimolano a continuare e a fidarti e affidare al Signore continuamente le miserie della chiesa e dell’umanità (e denunciare se è il caso) affinché tutti possiamo convertirci.
Don Pier.

17 maggio 2020

L’ho trovato!
Ho trovato il pezzo con cui ho iniziato l’omelia oggi. 
“qui c’è tutto, c’è Dio, c’è la vita…”

La musica nel cuore

Il suo talento e il coraggio hanno emozionato tutti. Addio al Maestro #EzioBosso. Aveva 48 anni, la malattia non gli aveva spento il sorriso e la passione per la musica. Lo ricordiamo con un'intervista che gli fece Vincenzo Mollica quattro anni fa. #TG1

Pubblicato da Tg1 su Venerdì 15 maggio 2020

BANDIERA BIANCA

Questa notte alle 00.40 messaggiavo con Dario, il nostro educatore a Leinì, e scambiavamo le prime impressioni sul decreto che autorizza l’apertura dei centri estivi negli oratori, nelle scuole, nei parchi, ecc… 
Stasera facevo la stessa cosa con la direttrice della scuola materna di cui come parroco sono presidente e legale rappresentante.
Non scendo nel merito di chi ha deciso tutto ciò.
Non li invidio e non vorrei essere al loro posto.
È sempre facile giudicare chi deve decidere, chi deve dare linee guida. 

Torniamo a noi, ai nostri oratori e non solo.
Oggi mi sono fatto la domanda e in modo molto serio mi sono chiesto “ma chi ce lo fa fare”?
Animatori, educatori e insegnanti hanno paura!
Ma le stesse famiglie avranno paura.
Entrate e uscite scaglionate a distanza di decine di minuti e non per la stessa porta, igienizzazione giornaliera, mappatura dei locali, distanziamento…non è il gioco del monopoli, ma le regole degne di un piano di sicurezza.
Se fare l’animatore in un’estate ragazzi voleva dire anche divertirsi, quest’anno vorrà dire essere maggiorenne e accettare di essere da solo per un mese con gli stessi 7 bambini per poter essere mappato in caso di contagio.
E a un diciottenne carichi sulle spalle questa responsabilità? 
Naturalmente i numeri saranno minori. Sono ammessi solo animatori adulti e gli spazi sono quello che sono. Non ci sarà posto per tutti. E chi deciderà ‘tu si, tu no”?
Capitolo scuola dell’infanzia.
Un educatore!/insegnante ogni cinque bambini.
E il resto della sezione chi lo segue?
Certo…la risposta facile è nel consigliare ad assumere, così si dà lavoro. Ma chi paga? I costi andranno riversati sulle famiglie. E che? Facciamo pagare uno sproposito settimanale?
Per finire…il testo dice anche che il responsabile dell’eventuale contagio sarà il gestore. 
Ho proprio paura che quest’anno il titolo dell’estate sarà “bandiera bianca” !!

Ps. Ahimè, capisco le piccole imprese che domani non apriranno!

Don Pier

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16 maggio 2020

Massimo Recalcati “Parlando con il Covid

15 maggio 2020

Grazie per la tua vita e per le tue capacità che hai condiviso con tutti.

L’abitudine alla disperazione è molto peggio della disperazione

13 maggio 2020

Interessante articolo di Umberto Galimberti

11 maggio 2020

Condivido per la vostra lettura un articolo…ce ne sono tanti, ho scelto un’intervista a un padre comboniano che in quei luoghi c’è stato. Lo faccio affinché la nostra mente pensi, e si faccia la sua opinione e non quella dei titoli di giornale. 
Chi si azzarda a fare polemica di qualsiasi tipo sulla mia pagina verrà immediatamente bannato.
In massa in questi anni ci siamo convertiti dal cristianesimo all’agnosticismo o all’ateismo o al dio denaro, e vi va bene così! 
Come ognuno di voi esige rispetto per le sue scelte, così diamo rispetto col silenzio a una vita e a una scelta di cui abbiamo letto forse a mala pena due squallidi titoli di giornale. 
don pier

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10 maggio 2020

10 MAGGIO
PER TUTTE LE MAMME,
IN TERRA E IN CIELO

Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?
Rabindranath Tagore

Foto Pier

8 maggio 2020

Un giorno in cui riceveva degli ospiti eruditi, Rabbi Mendel di Kozk li stupì chiedendo loro a bruciapelo: “Dove abita Dio?”.
Quelli risero di lui: “Ma che vi prende? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?”.
Ma il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda: “Dio abita dove lo si lascia entrare”.

Foto Pier….santuario di Santa Cristina, valli di Lanzo

7 maggio 2020

ALLA SERA DELLA VITA 

CIO’ CHE CONTA E’ AVER AMATO.

San Giovanni della Croce

Foto Pier… Tramonto di stasera, 7 maggio 2020, Punte delle Valli di Lanzo

Quando l’angoscia si sostituisce alla paura…
Articolo interessante da leggere…

«CAMINANTE»

«Viandante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
viandante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.

Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.

Viandante non esiste il sentiero,
ma solamente scie nel mare».

Caminante, son tus huellas
el camino, y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.

Al andar se hace camino,
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de pisar.

Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.
ANTONIO MACHADO

Foto Pier

6 maggio 2020

DAMMI CORAGGIO 

Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.

Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita…
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo;
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

Quando mi fermo stanco sulla lunga strada
e la sete mi opprime sotto il solleone;
quando mi punge la nostalgia di sera
e lo spettro della notte copre la mia vita,
bramo la tua voce, o Dio,
sospiro la tua mano sulle spalle.

Fatico a camminare per il peso del cuore
carico dei doni che non ti ho donati.

Mi rassicuri la tua mano nella notte,
la voglio riempire di carezze,
tenerla stretta: i palpiti del tuo cuore
segnino i ritmi del mio pellegrinaggio.
Rabindranath Tagore

Foto Pier

5 maggio 2020

Il #5maggio 2000 ci lasciava Gino Bartali.
Il #23settembre 2013 è stato dichiarato Giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem, riconoscimento per i non ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.

“Ho una fiducia così grande: non nel senso che tutto andrà sempre bene nella mia vita esteriore, ma nel senso che anche quando le cose mi andranno male, io continuerò ad accettare questa vita come una cosa buona”
Etty Hillesum

Foto Pier

4 maggio 2020

Enzo Bianchi “Ricominciare diversi da prima”
(clicca sul link per leggere l’articolo)

Monte Soglio.
Oggi non è stata la solita salita.
È stato un pellegrinaggio.
Per ringraziare.
Per commuoversi.
Per portare con me tutte le persone che non possono più salire per tanti motivi.
Santa Maria prega per noi.

Oggi è il 4 maggio. 
Non è solo l’anniversario della tragedia di Superga in cui morì il grande Toro e a cui va il nostro ricordo e la nostra prece. 
È anche tempo di pandemia in cui c’è l’inizio di una fase in cui saranno ancora una volta importanti i nostri comportamenti singoli e collettivi. 
Oggi non avremo la nebbia come in quella triste giornata e fatalità. 
Sarà più chiaro il nostro camminare, il nostro decidere. 
Oggi o domani o dopo domani rivedremo affetti cari…
Molte persone abituate a vedersi quotidianamente o settimanalmente non si stanno più vedendo da due mesi. 
Sarà festa, commozione, titubanza, paura di abbracciarsi e di toccarsi.
Si tornerà nei parchi a camminare, in montagna a sudare, sulle strade a pedalare. 
Si metterà il naso fuori casa senza timore di essere visti e senza sentirsi più in colpa. 
Però ricordiamoci, oggi splenderà il sole. Non ci sarà la nebbia. 
Non ci sarà contro il fato, o il destino. 
L’unica cosa contro potrà solo essere la nostra stupidità e ignoranza. 
Facciamo tesoro di questa opportunità e usiamola bene. 

In questi ultimi due mesi in ogni caso siamo andati avanti, abbiamo vissuto, abbiamo camminato. 
Non è stato un tempo sospeso o non vissuto o perso. 
È stato un tempo inedito, mai vissuto prima d’ora.
Molti di noi hanno riscoperto attitudini dimenticate, non tanto per l’oblio ma per la velocità che aveva assunto precedentemente il tempo. 
C’è stato chi si è riscoperto cuoco, pittore, ballerino, dormiglione, lettore, ansioso… 
Io personalmente mi sono riscoperto scrittore. Mi è sempre piaciuto. Da adolescente scrivevo poesie. Ma anche per scrivere bisogna avere del tempo che nella vita di prima non avevo. 
Certo che mi sono anche chiesto se le tante cose fatte nelle nostre parrocchie fino al 22 febbraio fossero state tutte quante così necessarie. Ho delle risposte ma non è qui il luogo. 
Ho visto sfogliando le pagine che è dal 6 marzo che scrivo ininterrottamente, tutti i giorni. Condividendo con voi riflessioni personali, poesie e preghiere, articoli di giornale per aiutarci a pensare un po di più. 
A volte mi sono permesso anche di dover farvi ridere per non dimenticarci che siamo ancora capaci di ridere. 
Nel proporvi qualcosa tutti i giorni so che stavo facendo non solo il prete, ma anche l’amico, il fratello, il padre, il figlio, ma soprattutto il compagno di viaggio. 
Ho usato il repertorio delle mie foto, perché la natura è bellezza, è incanto, è commozione, è preghiera. 
Riesco ancora a fermarmi cinque minuti davanti a qualsiasi fiore per contemplarlo e cogliere l’angolatura migliore per la foto e continuo ad arrabbiarmi come prima quando vedevo ovunque in oratorio mozziconi di sigarette e bottigliette vuote, ed ora camminando per le strade quando vedo guanti mono uso e mascherine come fossero cicche.
Si, siamo un popolo dalla testa dura. Pare che non si sia imparato il messaggio che la natura ha voluto darci. 

Da oggi mi prenderò un po di pausa. 
Non vi assillero’ più tutti i giorni. Era diventato un appuntamento per voi e un impegno per me. 
Anzi…meglio. Scriverò quando ci sarà l’ispirazione o un quadro della natura da condividere con tutti voi. 
Da oggi sarete un po meno soli, potrete rivedere “i congiunti”. 
Nel frattempo oggi andrò a sudare in montagna. È dal 24 febbraio che non cammino più in modo decente. 

Buon cammino anche a voi e buona vita! 

Se non puoi volare, allora corri, 
se non puoi correre, allora cammina,
se non puoi camminare, allora gattona,
ma qualsiasi cosa fai, devi continuare ad andare avanti.

Martin Luther King

Foto Pier: Catena del Fitz Roy e Cerro Torre, Patagonia, anno 2013

3 maggio 2020

COMMENTO ALLE LETTURE DI DOMENICA 3 MAGGIO 2020
QUARTA DOMENICA DI PASQUA

Giovanni 10, 1-10

“In verità vi dico: Io sono la porta delle pecore”.

Lo so Gesù.. mi sono sbagliato..
La porta della foto non sei Tu.
È solo una porta di una baita abbandonata. 
Tu invece sei la Porta, quella delle Pecore.
Tu sei la porta, il buon Pastore.
Tu sei la porta, il bel pastore. “o kalos”!
Sei una bella porta !
E chi non passa attraverso di te, non può conoscere in pienezza Dio.
Lo hai detto tante volte.
Gli evangelisti lo hanno ricordato, lo hanno scritto.
Eppure ho scelto questa foto.
Scusami l’ardire.
Non è per mancarti di rispetto.
Sai… anche noi siamo porte…
Siamo un po’ come te…un pizzico come Te, un frammento di Te.

Siamo porte verso il mistero.
Verso la vita.
Verso ciò che vale.
Verso la bellezza.
Verso l’infinito e l’eternità.
È porta un genitore verso i suoi figli.
È porta uno sposo verso la sua sposa.
È porta una catechista verso i suoi bambini.
È porta un prete verso chi si avvicina a lui.
È porta un allenatore verso chi apprende a dare i primi calci a un pallone.

L’essere Porta è un servizio, è una vocazione, è una scelta.
È accettare che attraverso di noi si passa solo, e non ci si ferma.
È accettare che siamo a servizio di altri e non di noi stessi.
È accettare che attraverso di noi gli altri si possano affacciare al bello e al mistero.
Solo che a volte siamo porte inchiodate, chiuse a chiave, arrugginite, vecchie, sverniciate, sfiduciate.
Non abbiamo più creduto in noi stessi, di essere Porta al Mistero di Dio.
Come Lui. Come Gesù. 

Buona domenica, don Pier

Foto Pier…porta di una baita abbandonata, in frazione Cernesio, Ceres, Valli di Lanzo

2 maggio 2020

SI IMPARA LA FELICITA’

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente…
non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità”.

Richard Bach

Foto Pier, Spagna 2015, Camino di Santiago

Richard Bach

Foto Pier, Spagna 2015, Camino di Santiago

1 maggio 2020

L’ ODORE DEI MESTIERI

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d’olio la tuta dell’operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicina c’è un buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po’.

G. Rodari

Gesù Signore,
Tu che fosti lavoratore
con il giusto Giuseppe,
Tu che conoscesti la fatica
ed il sudore del lavoro,
Tu che sai quanto sia doloroso
esserne senza,
Tu che conosci le umane paure
dell’incerto domani,
guarda a noi tuoi poveri figli
angustiati dal lavoro che manca.
Tu che per starci sempre vicino
ti sei fatto pane e vino,
santi doni, nostra consolazione,
soccorri i nostri bisogni,
insegnaci ad amare il nostro lavoro,
dona di capire che è tuo dono,
dona di trovare in esso santificazione,
dona speranza a chi non lo trova,
dona forza quand’esso è fatica,
dona gioia al giusto compenso,
dona pace a chi teme il futuro.
Amen. (Monastero di Baggiovara) 

Foto Pier, isola di Favignana, Sicilia,
gennaio 2020