Buon Natale

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IN QUEI GIORNI UN DECRETO DI CESARE AUGUSTO ORDINO’ CHE…

• Decretiamo che, in questo Natale, invece di far regali, ci faremo coinvolgere dagli affamati e dagli esclusi, come propone Papa Francesco. Babbo Natale sarà marcato come Giuda e, murati i caminetti, apriremo cuori e porte all’arrivo del Bambin Gesù.

• Decretiamo che faremo incantare di misteri i bambini proclamando il Dio che si fa uomo fra di noi. Non ci riferiremo mai più al carnevalesco barbuto dal sorriso ridicolo, ma ai racconti biblici che narrano il più straordinario dei fatti storici: a Betlemme Dio si è fatto uomo perché a nostra volta potessimo diventare divini.

• Decretiamo che le lettere dei bimbi siano indirizzate solo al Bambino Gesù, come quella di mio nipote Luca, di 6 anni, che gli ha scritto convinto che Caino e Abele non avrebbero litigato se dormivano in camere separate.

• Decretiamo che i bambini, al posto di giochi e palloni, chiederanno benedizioni e grazie, aprendo i loro cuori per destinare ai poveri tutto ciò che ingombra armadi e cassetti. Il superfluo di uno è la necessità di un altro e chi condivide beni, condivide Dio.

• Decretiamo che, almeno per un giorno, spegneremo tutto l’armamentario elettronico, compreso telefono cellulare e, raccolti in solitudine e silenzio, faremo un viaggio nell’intimo del nostro spirito, là dove abita Colui che, distinto da noi, fonda la nostra vera identità. Consegnati alla meditazione, chiuderemo gli occhi per vedere meglio.

• Decretiamo che, spogliate dei pudori, le famiglie faranno almeno un momento di preghiera, leggeranno un testo biblico, ringrazieranno il Padre dell’Amore per il dono della vita, per le gioie dell’anno che sta finendo e anche per i dolori dei quali non si intende il motivo.

• Decretiamo che strapperemo la spada dalle mani di Erode e che nessun bambino sarà mai più condannato al lavoro precoce, violentato, picchiato o umiliato. Tutti avranno diritto ad affetto e allegria, alla salute e alla scuola, al pane e alla pace, al sogno e alla bellezza.

• Decretiamo che nei posti di lavoro le feste di fine anno vedranno il doppio del loro costo convertito in ceste di alimenti per famiglie carenti.

• Siccome Dio non ha religione, decretiamo che nessun fedele considererà la sua più perfetta di quella dell’altro, né farà strisciare la sua lingua, come serpente velenoso, nei sentieri dell’insulto e della perfidia.

• Decretiamo che ogni dieta dimagrante si trasformerà in beneficio per chi ha fame e nessuno darà all’altro un regalo avvolto in servilismo o pura formalità. Il tempo dedicato a far pacchetti sia di molto inferiore a quello dedicato agli abbracci.

• Decretiamo che i tavoli di Natale saranno coperti di affetto e, disponibili a rinascere insieme al Bambino, seppelliremo ira e invidia, amarezze e ambizioni esagerate, affinchè il nostro cuore sia accogliente come la mangiatoia di Betlemme.

• Decretiamo infine che, come i magi, dovremo riverire, praticando la giustizia, coloro che, come Maria e Giuseppe, sono esclusi dalla città, obbligati ad occupare una stalla.

di Frei Betto, domenicano, teologo e scrittore brasiliano.